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E’ da poco cominciato il g8. Qualcuno dei ministri a già visitato Onna, le first lady sono in udienza dal papa, e qualcuno protesta dalla collina, creando una scritta gigantesca “yes we camp!” ben visibile dalla sede del G8.
Nella speranza che si raggiunga un accordo serio anche sul clima Greempeace protesta occupando questa mattina quattro centrali elettriche a carbone, a Brindisi, Marghera, Vado Ligure e Porto Tolle. Nella speranza di sensibilizzare da una parte l’opinione pubblca ma soprattutto i leader mondiali in occasione di un evento in qui si decideranno anche le sorti del pianeta.
Soprattutto nella centrale di Brindisi, consideranta fortemente inquinante, i responsabili della sicurezza hanno continuato a far funzionare il nastro mettendo a repentaglio la vita degli stessi attivisti. Che dire…seguiremo assieme dopo il G8 gli ulteriori sviluppi di questa vicenda. Agli attivisti ovviamente la mia solidarietà.
Fonte Ansa.

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Lecce, 12 e 13 Giugno 2009.
Lecce ha accolto il summit dei ministri per il g8 finanziario. In un blog dedicato solo all’ambiente il summit finanziario potrebbe sembrare fuori luogo, lo è ma non del tutto.. Spesso con questi summit non si concretizzano azioni a sostegno dell’economia, anzi spesso si prendono decisioni che non rispettano il nostro ecosistema. Troppo spesso anche nei g8 sull’ambiente tutto ciò che si decide rimane sulla carta, oppure peggio non si decide nulla e quello che si decide è a scapito dei cittadini e dell’ambiente (come ad esempio la costruzione di centrali nucleari nel Salento).
Il 13 giugno Lecce era diventata una città fantasma, chiusa al traffico,negozi chiusi, tutto il centro storico era divenuto un salotto per questi ministri, asserragliati nel loro castello, protetti da più di 700 militari. Ormai un summit alla luce del sole per loro è impossibile, sanno di doversi nascondere dietro le zone rosse. Ormai è una brutta prassi.
Ma fuori alla maggior parte delle persone è tutto chiaro, la crisi è dovuta a loro e sta ricadendo solo sulle fasce più deboli della popolazione. Degli errori da cui non vogliono imparare visto che con questi vertici si continua a dare denaro alle banche che rimetteranno in moto lo stesso pericoloso meccanismo.
Con il contro vertice a Lecce si è parlato chiaro, servono assolutamente misure drastiche per uscire da questo sistema economico ingiusto, che aumenta le disuguaglianze e crea povertà Come ribadito da padre Alex Zanotelli alla fine del corteo , pieno zeppo di colori e di slogan, è impensabile che le vacche europee abbiano a testa 2.50 euro al giorno, mentre la maggior parte della popolazione mondiale vive con meno di 2 euro. Si chiede più giustizia e misure forti e vere per cominciare a pensare ad un assetto finanziario mondiale più giusto. Al corteo è stata forte anche la presenza dei centri sociali di Taranto, che hanno ricordato a gran voce i gravi disastri che l’Ilva di taranto sta producendo, sia sulle persone sia sull’ambiente. Si è ribadito anche il grave pericolo che corre l’acqua, bene pubblico che sta per essere completamente privatizzato. Su queste tematiche occorrerà vigilare con forza, tutti assieme, aspettando il g8 all’Aquila.

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Oggi 5 giugno, giornata importante per la nostra terra. Dal 1972 si festeggia infatti la Giornata mondiale dell’Ambiente. Una giornata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e da allora è divenuta sempre più importante e fondamentale. Il Messico oggi diviene la nazione di turno per ospitare l’evento.
In Italia (per la prima volta contemporaneamente su tv/cinema/web) viene proiettato il film “Home” di Yann Arthus-Bertrand. Ho visto il trailer e più che un film è un documentario, che consiglio a tutti di vedere.
In tv verrà proiettato su rete4 in seconda serata (ovviamente in prima mettiamoci le cavolate), mentre sull’emittente la7 dalle 16 in poi ci sarà una programmazione decisamente migliore con la proiezione alle 21 del film “2075: il clima che verrà” della regista Marion Milne.
Online anche il sito dedicato all’evento
http://www.diamundialdelmedioambiente.gob.mx/
Mentre su Youtube la pagina del documentario è questa http://www.youtube.com/homeproject.
Che dire..buona giornata dell’ambiente a tutti voi con una raccomandazione personale. Noi siamo parte dell’ambiente, non possiamo farne a meno. Allora tuteliamolo e tuteliamoci, facciamo di tutto per inquinare di meno riciclando e diminuendo l’uso di detersivi tossici per la natura.
Di terra ne abbiamo una sola e sta soffrendo per colpa nostra, basta davvero poco!!!
your planet needs YOU!

Archiviato in: Terra e ambiente | Tag: locomotiva del progresso, salvezza della terra., walter benjamin
In uno dei momenti più cupi della storia del novecento Walter Benjamin scriveva che la rivoluzione non era paragonabile alla locomotiva del progresso lanciata a folle velocità verso l’avvenire, piuttosto un freno d’emergenza che occorre azionare per impedire la catastrofe prodotta dal capitalismo. Solo ponendo il principio del limite e del rispetto della vita a quello dello sviluppo e del profitto illimitato è possibile sperare ancora nella salvezza della terra. Questo compito è urgente e non rinviabile, come mostra con assoluta evidenza, il precipitare della recessione globale. Il senso del nostro agire politico, e forse della nostra intera esistenza, dipende dalla tempestività e dall’efficacia della nostra insorgenza.
Carta, anno X numero 15.

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E’ inutile parlare della presenza delle nuvole quando piove. Le scelte economiche mondiali ci hanno portato alle gravi difficoltà attuali. E’ illusorio parlare di speranza in modo bonario per tacitare le reazioni che da più parti insorgono. I venditori di sogni hanno già fatto i loro guadagni. Sta di fatto che l’esperienza diretta e gli ultimi dati FAO, Agenzia dell’ONU per l’agricoltura e l’alimentazione ( 9 dic. 2008) ci dicono che le persone affamate si trovano dappertutto: in montagna, in pianura, lungo le coste e sulle isole. Alcuni dati:
Africa subsahariana 204 milioni – Asia , zona pacifico 156 “ – India 226 “ – Cina 146 “ – America Latina/Caraibi 53 “ – Vicino oriente/Nord Africa 39 “ – Ex Unione Sovietica 28 “
Altri Paesi industrializzati 9 milioni
Totale: 861 milioni che hanno un volto e un cuore come il tuo, ma sfigurato; una vita senza vita.
Gli organismi internazionali hanno dei sussulti di moralità, producono [ ... ]
[ ... ] lunghi documenti ma i meccanismi che producono tali sciagure strutturali non vengono mai messi in causa.
La globalizzazione, sostenuta dai grandi organismi internazionali come la Banca Mondiale, l’Organizzazione mondiale del commercio, permettono ai paesi ricchi di far man bassa di alimenti prodotti nei paesi poveri che sottraggono al fabbisogno della popolazione locale. Se a questo aggiungiamo la politica delle multinazionali che speculano sulle sementi e brevettano i semi dei cereali, ci si rende conto che il settore alimentare, vitale per la sopravvivenza delle persone, è in mano a gruppi di potere preoccupati solo di aumentare il loro profitto.
I politici balbettano o per malafede o per ignoranza della realtà della gente. E’ necessario senz’altro evitare gli sprechi, se è vero che un terzo di quello che compriamo finisce nella pattumiera, ma soprattutto è urgente togliere alle grandi compagnie multinazionali il potere di decidere sulla vita di milioni di persone. E’ evidente che si richiede di uscire dal modello della crescita illimitata di cui è ancora prigioniera la mentalità politica dominante e di rivalutare la centralità dei beni comuni che non possono essere delegati al mercato.
Nel 2000 tutti i paesi aderenti alle Nazioni Unite hanno aderito con enfasi a 8 obiettivi con la Dichiarazione Obiettivi del millennio. Forse imitando Mosè che promulgò i Dieci Comandamenti.
1. sradicare la povertà estrema e la fame;
2. garantire l’educazione primaria universale;
3. promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne;
4. ridurre la mortalità infantile;
5. migliorare la salute materna;
6. combattere l’HIV, la malaria e altre malattie;
7. garantire la sostenibilità ambientale;
8. sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Il gambero ha strada libera!. Scrivevano i Vescovi latino americani nel 2006: “siamo allarmati perché il 44% della popolazione latino americana e caraibica non riesce nemmeno a soddisfare i bisogni primari e il 19,4% vive in una situazione di estrema indigenza. Bisogna superare le strutture di potere che violano i diritti fondamentali delle persona. Si sacrificano generazioni con la speranza di un futuro più equo che non arriva”.(26 maggio 2006). Preoccupazione giusta se si considera che l’economia dell’A.L. nel 2006 era cresciuta per il quarto anno consecutivo del 5% ma il numero dei poveri era passato da 136 a 205 milioni e gli indigenti da 62 a 79 tra cui 41 milioni di bambini sotto i 12 anni. La povertà è figlia delle disuguaglianze.
Il rapporto dei redditi tra gli alti dirigenti e il salario medio dei lavoratori negli USA è di 531:1; in Francia era di 40:1 nel 1970 e di 339:1 nel 2004; in Italia gli stipendi delle principali aziende quotate in Borsa sono aumentati dell’80% (anno 2002-2005).
Certamente lo Stato italiano è stato molto prodigo dando come indennizzo 11 milioni di euro a Vittorio Mincato ex amministratore delegato dell’Eni, 10 milioni a Paolo Sacaroni amministratore delegato dell’Enel, 7 milioni dei euro a Elio Catania ex presidente delle ferrovie. (Da “La Repubblica, 1 dic. 2006). Non fa eccezione Bruno Vespa che da settembre 2004 ad agosto 2005 mensilmente ha percepito 159.472,50 euro in media. E se i metalmeccanici, gli autoferrotranvieri, i dipendenti statali sono riusciti a firmare il loro contratto con anni di ritardo e decine d’ore di sciopero percepiscono 100 euro in più da aggiungere ai mille mensili, si parla di “pretese eccessive” dei sindacati che riducono la competitività dell’azienda Italia”. Tutto questo non basta per capire l’urgenza di creare un’alternativa radicale a questo inaccettabile stato di cose?
La crisi finanziaria si intreccia con quella ecologica, energetica e con le migrazioni.
Ci si accorge che per sostenere questa politica è urgente una nuova cultura che guardi in altro modo al consumo, all’uso dell’energia, all’acqua, al significato del vivere e che smantelli la dittatura del profitto.
A questo livello ogni cittadino ha un ruolo da svolgere e un potere da esercitare.
- decidersi per la partecipazione attiva alle realtà di base: Comuni, Associazioni, Cooperative
- rimettere al centro il bene comune in politica, nelle rivendicazioni sociali, nella ridistribuzione della ricchezza. Capitalismo, individualismo e consumismo percorrono la stessa logica.
- difesa della democrazia reale: non basta scrivere “la legge è uguali per tutti” quando le realtà vitali sono molto diverse. Una società eticamente e socialmente sana non parte dai ricchi, dalla convinzione che tutti dobbiamo diventare capitalisti, ma dai poveri per qualsiasi riforma: sanità, scuola, ambiente, lavoro.
“Ridiventare cittadini, contribuire con gli strumenti della democrazia rappresentativa e col proprio impegno civile a a promuovere leggi nuove che non vadano a salvare il sistema ma che creino una organizzazione economica molto più giusta, sostenibile e solidale. Abbiamo bisogno di un’altra politica e di un altro sistema finanziario che si facciano carico dei quasi 3 miliardi di persone che diventano sempre più povere e non solo di recuperare il denaro investito in operazioni azionarie” (Riccardo Petrella, docente di Economia all’Univ. Catt. di Lovanio, in Belgio).
Missionari Comboniani di Lecce
Nog8lecce (21 maggio 2009)
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lIl 22 Aprile 2009 si è celebrato in 174 paesi del mondo l’Earth day, il giorno dedicato alla terra e alla conservazione dell sue risorse naturali. Anche a Roma ci sono stati festeggiamenti con un concerto di Ben Harper in piazza del popolo.
UN giorno quindi dedicato anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche dell’ambiente e su come conservarlo al meglio. La nasa per l’occasione ha anche diffuso delle bellissime e suggestive immagini del nostro pianeta visto dall’alto. Un saluto affettuoso ai grandi uomino che sono sulla stazione orbitante, e permettono di farci partecipi di queste stupende foto. http://www.nasa.gov/topics/earth/earthday/
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Bruxelles. Strette di mano e sorrisi epr un’accordo storico che dovrebbe ridurre e monitorare le emissioni di co2. I principali leader dell’unione europea si sono incontrati per ribadire che la lotta al cambiamento climatico si può e si deve attuare insieme. Lo stesso Nicolas Sarkozy, presidente di turno, lo ha definito un “accordo storico”. “Non c’è nessun altro continente al mondo che si sia dotato di regole così vincolanti come quelle da noi adottate oggi all’unanimità. Ora possiamo dire ai nostri partner: noi l’abbiamo fatto, fatelo anche voi”. Speriamo allora che queste parole di Sarkozy non restino ascoltate, in un periodo in cui i cambiamenti climatici sono sempre più avvertibili, dannosi ed estremi. Ora mancano solo gli Stati Uniti con le promesse ecologiste di Barack Obama. Dobbiamo cooperare con gli Usa per arrivare a Copenaghen con una posizione comune”, ha insistito il premier inglese Gordon Brown. E la prima reazione di John Kerry, delegato di Obama alla conferenza preparatoria di Poznan, é stata molto positiva. L’accordo c’è ed è un bene prezioni. Tramite questo accordo si intende ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020 e aumentare l’uso di fonti alternative di energia. Ma leggendo il quotidiano “liberazione” di oggi si scoprono alcuni retroscena interessanti.
Cito testualmente: “Secondo il nuovo accordo, però, le imprese non a rischio per la concorrenza globale o la delocalizzazione – senza “scuse” per inquinare, dunque – non saranno più costrette a pagare per le emissioni come stabilito in precedenza, ma seguendo una tabella più graduale, che prevede una quota a pagamento del 20% nel 2013, che salirà al 70% nel 2020 e al 100% nel 2025, cinque anni dopo il piano originale. E’ stata inoltre estesa la gamma di industrie considerate a rischio delocalizzazione, e dunque esonerate al 100% dai pagamenti delle emissioni.” In più nel 2010 è prevista un nuovo incontro per ridiscutere il piano.
Nel corso dell’assemblea, poco prima della chiusura, sono stati però sbloccati i primi 45 milioni di euro per il fondo per l’adattamento ai cambiamenti climatici – inondazioni, carestie, siccità – dei paesi più in ritardo di sviluppo che saranno amministrati da un direttivo apposito. Fonte: Liberazione del 13-12-2008 www.ansa.it
Archiviato in: Terra e ambiente | Tag: greenpeace, Mais, Ogm, ricerca ogm.
Si sapeva che gli ogm, introdotti dalle moderne multinazionali, potevano creare a lungo termine problemi seri sia agli uomini sia al resto della natura. Senza sufficienti studi scientifici, soprattutto a lungo termine, si sono immessi sul mercato decine di ogm senza alcun scrupolo. Già qualcuno aveva evidenziato che le api evitavano i campi ogm molto accuratamente.
Bene, oggi vi è una ulteriore conferma sulle possibili conseguenze negative sull’uomo. Il governo Austriaco ha commissionato uno studio, e i risultati fanno pesanre che sarebbe a rischio la fertilità della razza umana.
Il Ministero Austriaco per l’Agricoltura e la Salute ha commissionato al Dott. Jürgen Zentek – professore di medicina veterinaria presso l’Universitá di Vienna, uno studi per valutare possibili effetti nocibi a lungo termine.
Federica Ferrario – responsabile della campagna ogm di Greenpeace Italia – afferma: “Il cibo ogm sembra agire come agente di controllo delle nascite, portando potenzialmente alla sterilità. Se questa non è una ragione sufficiente per chiudere completamente l’industria agroalimentare biotech una volta per tutte, non so che altro genere di disastro stiamo aspettando. Giocare alla roulette genetica con il nostro cibo è come giocare alla roulette russa con consumatori e salute pubblica”.
Continua Federica:” L’Efsa ha dato luce verde per un ogm che ora è dimostrato essere una potenziale minaccia per la salute. Come è possibile affidarsi esclusivamente ai dati della Monsanto e dare l’ok all’autorizzazione? Il panel ogm dell’Efsa dovrebbe essere sospeso immediatamente e sostanzialmente riformato fino a quando sará realmente in grado di valutare i rischi connessi agli ogm. L’Efsa dovrebbe trasformarsi in un’agenzia che protegge i consumatori e non gli interessi economici della Monsanto”.
Ancora lei, la Monsanto. Mi chiedo quali altre distruzioni debba portare questa multinazionale perchè si ricorra ai ripari. E attenzione perchè è ben radicata anche in Italia, se comprate i semi occhio alla ditta perchè quasi sicuramente appartengono a lei.
Fonte:http://www.altrogiornale.org/
Fonte: http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/salute-fertilit%C3%A0




