Terra e ambiente


UE raggiunge accordo sul clima?
Dicembre 13, 2008, 8:37 am
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Bruxelles. Strette di mano e sorrisi epr un’accordo storico che dovrebbe ridurre e monitorare le emissioni di co2. I principali leader dell’unione europea si sono incontrati per ribadire che la lotta al cambiamento climatico si può e si deve attuare insieme. Lo stesso Nicolas Sarkozy, presidente di turno, lo ha definito un “accordo storico”. “Non c’è nessun altro continente al mondo che si sia dotato di regole così vincolanti come quelle da noi adottate oggi all’unanimità. Ora possiamo dire ai nostri partner: noi l’abbiamo fatto, fatelo anche voi”. Speriamo allora che queste parole di Sarkozy non restino ascoltate, in un periodo in cui i cambiamenti climatici sono sempre più avvertibili, dannosi ed estremi. Ora mancano solo gli Stati Uniti con le promesse ecologiste di Barack Obama. Dobbiamo cooperare con gli Usa per arrivare a Copenaghen con una posizione comune”, ha insistito il premier inglese Gordon Brown. E la prima reazione di John Kerry, delegato di Obama alla conferenza preparatoria di Poznan, é stata molto positiva. L’accordo c’è ed è un bene prezioni. Tramite questo accordo si intende ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020 e aumentare l’uso di fonti alternative di energia. Ma leggendo il quotidiano “liberazione” di oggi si scoprono alcuni retroscena interessanti.

Cito testualmente: “Secondo il nuovo accordo, però, le imprese non a rischio per la concorrenza globale o la delocalizzazione – senza “scuse” per inquinare, dunque – non saranno più costrette a pagare per le emissioni come stabilito in precedenza, ma seguendo una tabella più graduale, che prevede una quota a pagamento del 20% nel 2013, che salirà al 70% nel 2020 e al 100% nel 2025, cinque anni dopo il piano originale. E’ stata inoltre estesa la gamma di industrie considerate a rischio delocalizzazione, e dunque esonerate al 100% dai pagamenti delle emissioni.” In più nel 2010 è prevista un nuovo incontro per ridiscutere il piano.

Nel corso dell’assemblea, poco prima della chiusura, sono stati però sbloccati i primi 45 milioni di euro per il fondo per l’adattamento ai cambiamenti climatici – inondazioni, carestie, siccità – dei paesi più in ritardo di sviluppo che saranno amministrati da un direttivo apposito. Fonte: Liberazione del 13-12-2008      www.ansa.it